Rinaldo

Insieme editoriale: Poemi

Poema cavalleresco in dodici canti, misura classica già dell’Eneide di Virgilio e della Tebaide di Stazio.

Nella lettera prefatoria (A i lettori), l’autore interviene nel vivo dei dibattiti poetici cinquecenteschi, dichiarando di aver voluto conciliare nel proprio poema le norme aristoteliche con la tradizione ariostesca. La soluzione di compromesso tra la via degli antichi – indicata dalla Poetica di Aristotele – e la molteplicità narrativa dei romanzi moderni, essenziale per garantire il diletto dei lettori contemporanei, permette a Tasso di osservare in senso lato l’unità della favola, seguendo le vicende di un unico protagonista, e di attenuarla con la varietà degli episodi.

Due, in particolare, le direttrici profondamente innovative del giovanile esperimento poematico tassiano. Tasso infatti, da un versante, aggira il confronto diretto con l’Orlando furioso, con la scelta di narrare le prime prove d'arme e in amore di Rinaldo – uno dei paladini più celebri dell’epopea carolingia presente anche nei poemi di Boiardo e Ariosto –, recuperando la materia pre-ariostesca, e segnatamente quella arturiana, ricca di amori e di incanti. Da un altro, si scosta dal precedente dell’Amadigi di Bernardo Tasso, pur nel pieno recupero della sua lezione narrativa e stilistica, opponendo ai cento canti del poema di Bernardo un’opera agile, che nobilita la materia romanzesca attraverso tessere di matrice omerica e virgiliana.

Il poema, dedicato al cardinale Luigi d’Este (I, 3-5), pone al centro le imprese avventurose e la passione amorosa di Rinaldo per Clarice. Spinto dal desiderio di gloria e di onore, mentre il re Carlo Magno combatte i Saraceni in Aspromonte, Rinaldo supera una serie di prove che ne saggiano il valore nelle armi e conquista gli attributi tradizionali della propria identità, il cavallo Baiardo e la spada Fusberta, compiendo un itinerario di formazione cavalleresca e sentimentale che lo renderà degno di sposare l’amata Clarice.

Titoli alternativi
  • Rinaldo Innamorato (Lettere, ed. Solerti, I)
Struttura

A i lettori; Canto I (93 ott.); Canto II (55 ott.); Canto III (65 ott.); Canto IV (60 ott.); Canto V (68 ott.); Canto VI (75 ott.); Canto VII (86 ott.); Canto VIII (77 ott.); Canto IX (92 ott.); Canto X (91 ott.); Canto XI (97 ott.); Canto XII (94 ott.).

Storia del testo

Sulla genesi del poema è possibile ricavare solo qualche elemento, non essendo finora pervenuto alcun manoscritto (salvo quello molto tardo segnalato in Tasso 1891-1895, vol. I, p. LXVII, n. 2). In particolare, nell’avviso ai lettori, Tasso afferma di aver impiegato «dieci mesi» per la composizione e di dare alle stampe l’opera quando la sua «età […] non ancora a 19 anni arriva» (Tasso 2012, pp. 45-46), delimitando un periodo compreso tra il luglio-agosto del 1561 e i primi mesi del 1562.

Un terminus post quem per l’edizione è indicato da una lettera di Bernardo Tasso del 15 aprile 1562, in cui raccomanda all’amico Cesare Pavesi di curare la correttezza della stampa del poema, e da una di Scipione Gonzaga del 23 aprile 1562, diretta probabilmente al duca di Mantova, nella quale è richiesto il privilegio di stampa (vd. Solerti 1895, vol. II, nn. XXXI e XXXIII, pp. 93-95). Sono rimaste, inoltre, due richieste di privilegio inoltrate dallo stesso Tasso, una alla Repubblica di Lucca del maggio 1562, l’altra al Doge di Venezia datata al 30 maggio 1562 (Lettere, ed. Solerti, 1; ivi, 2; Sherberg 1990, p. 9; Da Pozzo 1995b, pp. 132-133).

Il volume vede la luce a Venezia, presso lo stampatore Francesco Senese (Tasso 1562). A un momento successivo alla tiratura della prima edizione sono riconducibili alcune correzioni autoriali riversate nella tavola degli errori, che sana alcuni refusi tipografici e offre varianti sostanziali.

La seconda edizione (Tasso 1570) presenta molteplici varianti, riconducibili a una revisione editoriale più che d’autore, le quali consistono nella cassatura di tre ottave (VIII, 6 e 10; X 80) e in interventi sul versante stilistico (analizzati in Bozzetti 1961, pp. 16-23).

Dopo una proposta di edizione critica sulla base della stampa del 1570 (Tasso 1990), i dubbi sulla reale partecipazione di Tasso all’allestimento della seconda edizione hanno portato a considerare il testo della princeps del 1562 più autorevole e fedele alla volontà dell’autore (una sintesi della questione, con rinvio alla precedente bibliografia, si legge in Navone 2012, pp. 35-37 e in Id. 2023, pp. 27-35).

Date di elaborazione

1561-1562


Prima edizione
  • Tasso 1562 = Torquato Tasso, Il Rinaldo di Torquato Tasso a l’Illustrissimo et Reverendissimo Signor D. Luigi d’Este Card., In Venetia, appresso Francesco Senese, 1562

Edizione di riferimento
  • Tasso 2012 = Torquato Tasso, Rinaldo, edizione commentata a cura di Matteo Navone, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2012

Bibliografia
  • Tasso 1570 = Torquato Tasso, Il Rinaldo di Torquato Tasso all’Illustrissimo et Reverendissimo Signor D. Luigi d’Este Cardin., In Vinegia, appresso Francesco de’ Franceschi Sanese, 1570
  • Tasso 1891-1895 = Torquato Tasso, Opere minori in versi di Torquato Tasso, edizione critica sugli autografi e sulle antiche stampe a cura di Angelo Solerti, Bologna, Zanichelli, 1891-1895
    (vol. I, p. LXVII, n. 2)
  • Bozzetti 1961 = Cesare Bozzetti, Testo e tradizione del Rinaldo, in «Studi tassiani», XI, 1961, pp. 5-44
  • Daniele 1983 = Antonio Daniele, Capitoli tassiani, Padova, Antenore, 1983
  • Tasso 1990 = Torquato Tasso, Rinaldo. Edizione critica basata sulla seconda edizione del 1570 con le varianti della princeps (1562), a cura di Michael Sherberg, Ravenna, Longo, 1990
  • Sherberg 1990 = Michael Sherberg, Introduzione, in Torquato Tasso, Rinaldo. Edizione critica basata sulla seconda edizione del 1570 con le varianti della princeps (1562), a cura di Michael Sherberg, Ravenna, Longo, 1990, pp. 9-36
  • Dionisotti 1995 = Carlo Dionisotti, Amadigi e Rinaldo a Venezia, in La ragione e l’arte. Torquato Tasso e la Repubblica veneta, Catalogo della mostra (Venezia Biblioteca Nazionale Marciana, Libreria Sansoviniana, 10 ottobre-11 novembre 1995), a cura di Giovanni da Pozzo, Venezia, Il Cardo, 1995, pp. 13-25
  • Da Pozzo 1995b = Giovanni Da Pozzo, Catalogo, in La ragione e l’arte. Torquato Tasso e la Repubblica veneta, Catalogo della mostra (Venezia Biblioteca Nazionale Marciana, Libreria Sansoviniana, 10 ottobre-11 novembre 1995), a cura di Giovanni da Pozzo, Venezia, Il Cardo, 1995, pp. 102-245
  • Daniele 1998 = Antonio Daniele, Nuovi capitoli tassiani, Padova, Antenore, 1998
    (pp. 56-126)
  • Gigante 2007 = Claudio Gigante, Tasso, Roma, Salerno, 2007
    (pp. 60-75)
  • Navone 2012 = Matteo Navone, Nota al testo e al commento, in Torquato Tasso, Rinaldo, edizione commentata a cura di Matteo Navone, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2012, pp. 35-41
  • Navone 2023 = Matteo Navone, I poemi giovanili: Gierusalemme e Rinaldo, in Tasso, a cura di Emilio Russo e Franco Tomasi, Roma, Carocci, 2023, pp. 19-35
    (pp. 27-35)

Risorse correlate

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