Discorsi dell’arte poetica

Insieme editoriale: Scritti teorici

Il trattato teorico, composto probabilmente dopo il Rinaldo e con all’attivo l’esperienza epica del Gierusalemme, definisce i fondamenti del poema epico, apportando un contributo originale ai contemporanei dibattiti poetici.

Nei tre libri, dedicati a Scipione Gonzaga, si affrontano rispettivamente i piani retorici dell’inventio, della dispositio e dell’elocutio, trattando della scelta della materia adeguata a un poema, dell’orchestrazione del racconto e dello stile.

Nel primo libro Tasso pone come vincolo per l’elezione dell’argomento del poema il verosimile. La scelta deve perciò ricadere su una materia storica, né troppo lontana né troppo vicina ai lettori, in modo tale da garantire spazio all’invenzione poetica. Elemento complementare al verosimile è la presenza in un poema del meraviglioso, ritenuto essenziale per coinvolgere il pubblico. Tasso, tuttavia, esclude dal poema gli incanti tipici della tradizione cavalleresca, come gli interventi non più credibili delle divinità pagane, proponendo la soluzione di un meraviglioso cristiano dove siano Dio, gli angeli, i demoni, gli intermediari tra umano e divino a compiere azioni prodigiose.

Il secondo libro tenta di trovare un compromesso tra l’unità di azione, realizzata nei poemi antichi e postulata dalla Poetica di Aristotele, e la varietà propria del poema moderno, e in particolare dell’Orlando furioso, vitale per il diletto. Tasso arriva così a formulare la cosiddetta «unità mista», nella quale – pur seguendo un’unica vicenda narrativa – la molteplicità degli episodi sia funzionale e strettamente connessa alla favola del poema. Questa idea di varietà nell’unità è icasticamente espressa da Tasso con l’immagine del poema come «picciolo mondo», all’interno del quale i vari elementi si compongono in una discorde concordia e sono tra loro interdipendenti.

Tema dell’ultimo libro, infine, è la ricerca di uno stile magnifico, sublime e solenne, ma in grado di assumere, a seconda delle situazioni narrative, sia le tinte aspre e gravi della tragedia sia le tonalità più vaghe della lirica.

Titoli alternativi
  • «Quattro libri del poema eroico» (Lettere, ed. Guasti, 13)
  • «Discorsi» (ivi,18; ivi, 24; ivi, 29; ivi, 32; ivi, 78; ivi, 89; ivi, 343; Tasso 1875, vol. I, p. 435)
  • «Libri del poema eroico» (Lettere, ed. Guasti, 434)
  • «Discorsi poetici» (ivi, 713)
  • «Discorsi del poema eroico» (ivi, 756; ivi, 824; ivi, 825; ivi, 827; ivi, 830; ivi, 833)
Struttura

Il testo si articola in tre parti: Discorso primo; Discorso secondo; Discorso terzo.

Storia del testo

In merito ai primi Discorsi rimangono aperte diverse questioni, che interessano principalmente la data di composizione e la struttura dell’opera, nonché la sua facies testuale.

Secondo la ricostruzione proposta da Luigi Poma (1964, pp. 263-266), i Discorsi sarebbero stati composti da Tasso durante il primo periodo padovano tra il 1561 e il 1562, più precisamente nel 1562, e ritoccati probabilmente durante il soggiorno a Bologna tra il 1562 e il 1564.

I punti di contatto rintracciati da Ezio Raimondi (1980) tra il terzo libro dei Discorsi e il commento di Pier Vettori al De elocutione dello pseudo-Demetrio (un esemplare postillato è custodito oggi presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, Stamp. Barb. Cr. Tass. 18), tuttavia, hanno fatto ipotizzare che la composizione dell’ultimo libro o di alcune sue pagine fosse di poco successiva ai primi due, oppure che Tasso abbia conosciuto il commento di Vettori prima della stampa, attraverso il maestro Carlo Sigonio (vd. Baldassarri 1983; Id. 1984, pp. 106-107).

In precedenza sono state formulate altre ipotesi per le date di composizione, meno convincenti (vd. Gigante 2007, p. 76, n. 1): nel 1564, durante il secondo periodo padovano (Serassi 1790, vol. I, p. 135, n. 3; Sozzi 1952, pp. 107-110), oppure a Ferrara nel 1567-1570 (Solerti 1895, vol. I, pp. 121-122).

Da due testimonianze di Tasso, distanti nel tempo, si ricava che il trattato era in origine composto di quattro libri (Lettere, ed. Guasti,13; Tasso 1964, p. 61). Ciò ha portato a ipotizzare che l’edizione a stampa tramandi «un testo ridotto rispetto alla stesura giovanile», in tre libri, e che non ci sia perciò pervenuta una redazione più ampia dell’opera (Poma 1964, p. 268; Baldassarri 1977, p. 31, n. 20), nella quale i due discorsi centrali sarebbero stati dedicati alla dispositio (Ferretti i.c.s.).

Data la situazione della tradizione manoscritta e a stampa (per un quadro dei testimoni vd. Poma 1961; Id. 1964, pp. 271-277) è complesso stabilire in che misura i testimoni riflettano lo stadio originario di composizione o invece restituiscano diverse fasi di stesura del testo, come sembrerebbero mostrare alcune incongruenze interne, rendendo difficile accertare l’eventuale stratificazione delle correzioni d’autore e anche lo stato di compiutezza del testo (per la questione vd. Ferretti i.c.s.). Almeno a livello progettuale tuttavia, nel novembre del 1574, impegnato nella stesura dell’ultimo canto della Liberata e poco prima dell’avvio della cosiddetta «revisione romana», Tasso aveva intenzione di rivedere i Discorsi per «arricchirli e fortificarli» (Lettere, ed. Guasti, 18), in vista della pubblicazione del poema.

La prima edizione a stampa del 1587, che affianca ai Discorsi (con il titolo Discorsi del signor Torquato Tasso dell’arte poetica et in particolare del poema heroico) le cosiddette Lettere poetiche, presenta quindi verosimilmente una redazione del testo rivista da Tasso nel corso degli anni (Tasso 1587a). L’entità e la cronologia delle correzioni non sono però determinabili con esattezza, non essendo la princeps approvata dall’autore (Lettere, ed. Guasti, 827; ivi, 830), né potendo escludere la possibilità di una preventiva revisione da parte di Scipione Gonzaga o di interpolazioni del curatore Giovan Battista Licino. Il tipografo Giulio Vasalini, nell’avvertenza A’ lettori (Tasso 1587a, c. π3r), dichiara comunque che la stampa deriva dall’autografo, probabilmente fornito dallo stesso Gonzaga – venutone in possesso tramite Luca Scalabrino (Lettere, ed. Guasti, 89) –, come sembrano confermare alcune lettere tassiane (ivi, 713; ivi, 756).

Date di elaborazione

1562-1564


Prima edizione
  • Tasso 1587a = Torquato Tasso, Discorsi del Signor Torquato Tasso dell’arte poetica et in particolare del Poema Heroico. Et insieme il primo libro delle lettere scritte a diversi suoi amici, le quali oltra la famigliarità, sono ripiene di molti concetti et avertimenti poetici a dichiaratione d’alcuni luoghi della sua Gerusalemme liberata. Gli uni e l’altre scritte nel tempo ch’egli compose detto suo Poema, In Venetia, ad instanza di Giulio Vassalini Libraro a Ferrara, 1587
    (cc. 1r-33v)

Edizione di riferimento
  • Tasso 1964 = Torquato Tasso, Discorsi dell’arte poetica e del poema eroico, a cura di Luigi Poma, Bari, Laterza, 1964
    (pp. 3-55)

Bibliografia
  • Serassi 1790 = Pietrantonio Serassi, La vita di Torquato Tasso scritta dall'abate Pierantonio Serassi, Bergamo, Locatelli, 1790
    (vol. I, p. 135, n. 3)
  • Tasso 1875 = Torquato Tasso, Le prose diverse di Torquato Tasso nuovamente raccolte ed emendate da Cesare Guasti, Firenze, Successori Le Monnier, 1875
    (vol. I, p. 435)
  • Solerti 1895 = Angelo Solerti, Vita di Torquato Tasso, Torino-Roma, Loescher, 1895
    (vol. I, pp. 121-122)
  • Sozzi 1952 = Bortolo Tommaso Sozzi, Nota sui Discorsi del Tasso, in «Studi tassiani», II, 1952, pp. 107-114
    (pp. 107-110)
  • Poma 1961 = Luigi Poma, I manoscritti dei Discorsi dell’Arte poetica, in «Studi tassiani», XI, 1961, pp. 111-121
  • Poma 1964 = Luigi Poma, Nota filologica, in Torquato Tasso, Discorsi dell’arte poetica e del poema eroico, a cura di Luigi Poma, Bari, Laterza, 1964, pp. 261-328
  • Baldassarri 1977 = Guido Baldassarri, Introduzione ai Discorsi dell’arte poetica del Tasso, in «Studi tassiani», XXVI, 1977, pp. 5-38
  • Raimondi 1980 = Ezio Raimondi, Poesia come retorica, Firenze, Olschki, 1980
    (pp. 25-70)
  • Baldassarri 1983a = Guido Baldassarri, La biblioteca del Tasso. I postillati “barberiniani”. I. Postille inedite allo Scaligero e allo pseudo-Demetrio, Bergamo, Centro Studi Tassiani, 1983
  • Baldassarri 1984 = Guido Baldassarri, Ancora sulla cronologia dei Discorsi dell’arte poetica (e filigrane tassesche), in «Studi tassiani», XXXII, 1984, pp. 99-110
  • Gigante 2007 = Claudio Gigante, Tasso, Roma, Salerno, 2007
    (pp. 76-91)
  • Girardi 2023 = Maria Teresa Girardi, Tasso teorico: i due tempi dei Discorsi, in Tasso, a cura di Emilio Russo e Franco Tomasi, Roma, Carocci, 2023, pp. 99-121
    (pp. 99-114)
  • Ferretti i.c.s. = Francesco Ferretti, Tre discorsi sul metodo. Sui Discorsi dell’arte poetica, in Fra apologia e inchiesta. Le prose di Torquato Tasso, a cura di Federica Alziati, Maiko Favaro e Giacomo Vagni, Città di Castello, I libri di Emil, i.c.s.

Risorse correlate

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